A fine maggio BNP Paribas Real Estate ha pubblicato la propria rilevazione del primo trimestre 2026 sul mercato immobiliare commerciale italiano, con focus sui due comparti che hanno trainato il trimestre: retail e logistica. Il retail italiano nel Q1 2026 ha raggiunto circa 1 miliardo di euro di investimenti, in crescita del 75% rispetto al primo trimestre 2025, posizionando l’Italia come secondo mercato europeo per crescita del comparto dopo la Spagna (+43% YoY) e davanti agli altri grandi paesi continentali. La logistica ha registrato un assorbimento di 811.000 metri quadri, in crescita del 69% anno su anno, con Lombardia e Piemonte che hanno concentrato il 66% dei volumi nazionali confermando il ruolo del Nord Italia come backbone logistico nazionale.
Il quadro generale Q1 2026 secondo BNP Paribas
L’Italy Q1 2026 di BNP Paribas Real Estate restituisce un’immagine del mercato commerciale italiano in posizione di crescita strutturale, con due comparti in particolare accelerazione, retail e logistica, e con la conferma di un quadro 2026 che si apre con prospettive più stabili rispetto al biennio 2023-2024.
La lettura BNP è coerente con quella di Cushman & Wakefield Italy MarketBeat Q1 2026 pubblicata fine aprile, che indica investimenti commerciali italiani complessivi a 3,05 miliardi nel trimestre con retail in posizione di primato. Le due rilevazioni si confermano reciprocamente sui macro-numeri e ciascuna porta angoli specifici di lettura: Cushman è più ampia sul perimetro delle asset class, ovvero, office, retail, industrial, hospitality, alternatives, BNP scava maggiormente nel dettaglio operativo dei mercati retail e logistica, fornendo dati specifici sul leasing e sui volumi di assorbimento che Cushman non riporta con lo stesso livello di granularità.
La triangolazione con gli altri osservatori sullo stesso trimestre, JLL Italia a 3,5 miliardi sul perimetro più ampio, Idealista a 2,99 miliardi sul perimetro istituzionale residenziale e commerciale combinato, conferma il quadro: investimenti italiani Q1 2026 nell’ordine di 3-3,5 miliardi a seconda del perimetro, retail e logistica come comparti trainanti, capitale internazionale in crescita rispetto al biennio precedente.
Cosa misura specificamente BNP Paribas Real Estate
Il perimetro di rilevazione BNP Paribas Real Estate Italia si concentra prevalentemente sui mercati commerciali retail, logistica, office, hospitality, con focus operativo sui dati di leasing e di investimento. È un perimetro complementare a quello degli altri big 5 internazionali e particolarmente prezioso per capire la dinamica della domanda di locazione, oltre che dei flussi di capitale.
Le rilevazioni BNP per il Q1 2026 sono coerenti con il pattern degli ultimi quattro trimestri: ripresa progressiva del mercato commerciale italiano dopo il rallentamento del 2023-2024, accentuazione del peso del retail e della logistica nei volumi complessivi, ritorno strutturale del capitale internazionale.
Retail al primato del trimestre: 1 miliardo investito, +75% rispetto al Q1 2025
Il dato di maggior rilievo del Q1 2026 BNP Paribas è il primato del retail tra i comparti dell’investimento commerciale italiano. Con circa 1 miliardo di euro di investimenti raccolti nel primo trimestre, in crescita del 75% rispetto al Q1 2025, il segmento ha raggiunto il 33% dei volumi totali del trimestre, ribaltando la tendenza recente che vedeva office e logistics come comparti dominanti.
La crescita retail Q1 2026 è il risultato di tre fattori operativi specifici: chiusura di operazioni di rilevanza significativa nel segmento out-of-town shopping centers, ritorno di attrattività dei centri commerciali prime dopo il rallentamento post-pandemia, ritrovato interesse del capitale internazionale USA, UK, Germania, Francia per il retail prime italiano.
Italia +11% e Spagna +43% YoY nel ranking europeo retail
Una delle letture più interessanti del rapporto BNP riguarda il posizionamento dell’Italia nel ranking europeo del retail. L’Italia è in salita dell’11% rispetto al Q1 2025, secondo paese europeo per crescita del comparto. La Spagna è in testa con +43% YoY, in forte accelerazione su prime locations madrilene e barcellonesi, hotel commerciali e shopping centers di nuova generazione. Gli altri grandi paesi europei Francia, Germania, Regno Unito, hanno registrato performance retail più contenute, in linea con il consolidamento della domanda istituzionale.
Il confronto Italia-Spagna è particolarmente significativo perché le due economie sono i principali destinatari del capitale internazionale in Europa meridionale e si confrontano direttamente nell’attrazione di operatori retail internazionali, di shopping center, di high street prime. Il differenziale +43% Spagna vs +11% Italia indica che la Spagna sta crescendo più velocemente, mentre l’Italia consolida posizioni acquisite ma resta competitiva sul piano dei volumi assoluti.
Il trend out-of-town shopping centers
Tra le operazioni che hanno trainato il Q1 2026 retail italiano, BNP segnala la conclusione di tre transazioni di rilevanza nel segmento out-of-town shopping centers, ovvero centri commerciali periferici ma in posizioni strategiche di catchment. È un segnale che la categoria, sottoposta a forte pressione negli ultimi anni a causa dell’evoluzione dei modelli di consumo e-commerce, retail di prossimità, sta tornando a essere percepita come asset class investibile per operatori istituzionali con strategie di lungo periodo.
La condizione operativa di queste transazioni è tipicamente: centri commerciali con buona occupancy stabilizzata, tenant mix solido, posizione strategica nei principali bacini di catchment regionali (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro), gestione operativa di qualità con possibilità di repositioning e rigenerazione.
Prime high street italiane: domanda solida e canoni stabili
Le prime high street retail italiane, Via Monte Napoleone a Milano, Via Condotti a Roma, Via Roma a Torino, hanno mantenuto domanda solida nel Q1 2026, con canoni di riferimento sostanzialmente stabili rispetto al 2025: 20.000 euro al metro quadro all’anno per Milano, 16.000 per Roma. La vacancy resta strutturalmente bassa nelle vie principali, le rotazioni di tenant sono frequenti ma non strutturali, i contratti vengono stipulati con durate medio-lunghe.
Il cluster di domanda dominante sui retail prime italiani nel 2026 si conferma articolato su tre categorie principali: lifestyle con abbigliamento casual premium, accessori non-fashion, prodotti per la casa, sportswear con presenza crescente di Nike, Adidas, Lululemon, On in flagship store milanesi, beauty con espansione di Sephora, brand di lusso, profumerie asiatiche. Il fashion tradizionale mantiene posizione dominante ma con peso relativo in graduale ridimensionamento.
Logistica in forte accelerazione: 811.000 metri quadri assorbiti, +69% YoY
Il secondo comparto in forte espansione segnalato da BNP nel Q1 2026 è quello logistico. L’assorbimento netto del trimestre ha raggiunto i 811.000 metri quadri, in crescita del 69% rispetto al primo trimestre 2025. È una performance significativa che conferma il dinamismo della domanda logistica italiana, sostenuta dalla crescita dell’e-commerce, dalla riorganizzazione delle reti distributive di retailer fisici, dall’espansione di operatori logistici specializzati 3PL e operatori dedicati.
Lombardia e Piemonte al 66% dei volumi nazionali
La concentrazione geografica della logistica italiana nel Q1 2026 è marcata: Lombardia e Piemonte hanno catturato il 66% dei metri quadri assorbiti, rafforzando il ruolo storico del Nord-Ovest come backbone logistico nazionale. La concentrazione segue la geografia industriale del Paese asse Torino-Milano-Verona-Padova come dorsale logistica e l’evoluzione delle reti distributive di e-commerce e retail con hub centralizzati nel Nord che servono il resto del Paese.
Altre aree in crescita sono Emilia-Romagna, con Bologna, Modena e Reggio, Veneto con Verona, Padova e Treviso, Toscana per le destinazioni meridionali. Il Sud Italia resta sotto-rappresentato nel mercato logistico istituzionale per ragioni strutturali come mancanza di hub di scala e infrastrutture meno sviluppate.
Logistica core vs logistica secondaria: bipolarizzazione dei rendimenti
Anche nella logistica, come nell’office, il Q1 2026 conferma una bipolarizzazione dei rendimenti tra asset di nuova generazione, logistica core, automatizzata, in posizioni strategiche del Nord, con caratteristiche di sostenibilità avanzate e logistica secondaria, con immobili di vecchia generazione, periferici, con specifiche datate, energeticamente inefficienti.
Per la logistica core, BNP segnala compressioni dei prime yield sui core asset di qualità, in linea con la rinnovata domanda istituzionale e l’accesso a leverage di qualità. Per la logistica secondaria, il mercato resta in difficoltà con vacancy in crescita, tempi di locazione allungati e canoni in revisione verso il basso. La regola operativa del 2026 per chi possiede logistica secondaria è il riposizionamento dell’asset, ammodernamento, certificazioni energetiche, riposizionamento di destinazione, per recuperare attrattività istituzionale.
Hospitality e office: i complementi del trimestre
Oltre ai due comparti di primato retail e logistica, il Q1 2026 BNP fornisce dati rilevanti anche sui comparti hospitality e office, ciascuno con dinamiche specifiche.
Hospitality in espansione
L’hospitality italiano sta vivendo un ciclo di forte espansione dell’investimento istituzionale che si è consolidato nel 2025 e prosegue nel 2026. BNP conferma il quadro positivo del comparto, in linea con le rilevazioni Cushman per il primo semestre 2025, oltre 1,5 miliardi di investimenti, +85% YoY, con Roma e Venezia al 46% dei volumi nazionali.
Per il Q1 2026 l’hospitality italiano si posiziona attorno al 14% dei volumi commerciali, con concentrazione su Roma, Venezia, Firenze, Milano e sui mercati di vacanza-residenza di pregio Costiera Amalfitana, Costa Smeralda, Capri. Il trend di apertura di flagship hotel dei principali brand internazionali di lusso Bulgari, Six Senses, Mandarin Oriental, Aman, Rosewood prosegue, sostenuto dalla domanda turistica internazionale ai livelli pre-pandemia e oltre per i circuiti del lusso.
Office: bipolarizzazione confermata
L’office italiano nel Q1 2026 conferma la bipolarizzazione tra prime e secondario già segnalata da Cushman. Il mercato della locazione di Milano con Porta Nuova, Centro Storico, City Life, e Roma con EUR, Tridente, Parioli, mantiene domanda solida sui Grade A, con occupancy alte e canoni stabili. L’office secondario fuori dai centri direzionali principali registra invece vacancy in crescita, tempi di locazione allungati, canoni in revisione.
Per il piccolo investitore in office, la regola operativa del 2026 resta la selettività estrema sulla zona e sullo stato dell’immobile, con valutazione attiva del riposizionamento o della conversione di destinazione d’uso per gli immobili secondari.
Cross-check con gli altri osservatori del Q1 2026
Le rilevazioni BNP Paribas Real Estate Q1 2026 si confermano reciprocamente con quelle degli altri principali osservatori che hanno pubblicato dati sullo stesso trimestre, ciascuno con perimetri leggermente diversi e ciascuno utile a triangolare la lettura.
Cushman & Wakefield Italy MarketBeat Q1 2026 ha indicato investimenti commerciali totali italiani a 3,05 miliardi nel trimestre, con retail al 33% dei volumi e capitali internazionali al 65%. Il perimetro Cushman include tutte le asset class commerciali (office, retail, industrial, hospitality, alternatives) e il dato BNP sul retail (1 miliardo) è coerente con la quota Cushman del 33% sui 3,05 miliardi totali.
JLL Italia ha indicato 3,5 miliardi sullo stesso trimestre per un perimetro più ampio che include alcune asset class non monitorate da Cushman e BNP. Il dato JLL è coerente con il quadro complessivo se si considera la più ampia copertura tematica.
Idealista ha riportato 2,99 miliardi per il segmento istituzionale residenziale e commerciale combinato, con focus particolare sui rendimenti residenziale al 9,5%, box auto al record dell’8,6%, commerciali al 12,4%.
La triangolazione delle quattro rilevazioni conferma il quadro: mercato commerciale italiano Q1 2026 nell’ordine di 3-3,5 miliardi di investimenti, capitali internazionali oltre il 60%, retail e logistica come comparti trainanti, trend di crescita rispetto al biennio precedente.
Cosa significa per chi possiede patrimonio commerciale italiano
Tre letture operative emergono dalla rilevazione BNP Paribas Real Estate Q1 2026 per chi possiede o sta valutando di investire in patrimonio commerciale italiano.
Il retail prime italiano è tornato attrattivo per il capitale istituzionale. Con un mercato che cresce dell’11% anno su anno e una pipeline di operazioni in lavorazione che mantiene un ritmo elevato, il momento è strutturalmente favorevole per chi possiede asset retail di qualità in posizioni prime e sta valutando una dismissione o ricapitalizzazione. Il differenziale di valutazione tra retail prime di qualità e retail secondario continua ad ampliarsi, e questo significa che la qualità dell’asset è premiata dal mercato in modo più marcato che negli anni precedenti.
La logistica è in fase di accelerazione operativa marcata. L’assorbimento di 811.000 metri quadri nel solo Q1 indica una domanda di locazione robusta che sostiene i canoni e riduce le vacancy nei mercati core. Per chi possiede logistica di nuova generazione in posizioni strategiche del Nord Italia, le condizioni di mercato sono particolarmente favorevoli. Per chi possiede logistica secondaria, la pressione al riposizionamento o alla conversione di destinazione diventa più stringente: gli investitori istituzionali stanno concentrando l’attenzione sul core, lasciando ai margini la logistica di vecchia generazione.
Italia versus Spagna è il confronto strategico del 2026. Il differenziale di crescita retail tra le due economie +11% Italia vs +43% Spagna, indica che il capitale internazionale sta privilegiando momentaneamente la Spagna su alcune categorie operative. Per chi possiede patrimonio commerciale italiano e sta valutando l’attrattività del proprio asset rispetto alle alternative europee, il confronto con la Spagna diventa indicativo: i prezzi italiani restano competitivi, ma la crescita prospettica del mercato spagnolo nei prossimi 12-24 mesi potrebbe attrarre quote crescenti del capitale che storicamente guarda all’Italia.
FAQ su BNP Paribas Real Estate Q1 2026
Quanto ha investito il retail commerciale italiano nel Q1 2026?
Secondo BNP Paribas Real Estate, il retail italiano nel primo trimestre 2026 ha raccolto circa 1 miliardo di euro di investimenti, in crescita del 75% rispetto al Q1 2025. È il comparto leader del trimestre per crescita anno su anno.
Qual è la quota di mercato della logistica italiana nel Q1 2026?
L’assorbimento netto del comparto logistico italiano nel Q1 2026 ha raggiunto i 811.000 metri quadri, in crescita del 69% rispetto al primo trimestre 2025. Lombardia e Piemonte hanno concentrato il 66% dei volumi nazionali.
Come si posiziona l’Italia nel ranking europeo del retail Q1 2026?
L’Italia è in salita dell’11% rispetto al Q1 2025, seconda economia europea per crescita del retail dopo la Spagna (+43% YoY). Gli altri grandi paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito) hanno registrato performance retail più contenute.
Quali sono i canoni di riferimento del retail prime italiano?
Le prime high street italiane, Via Monte Napoleone a Milano, Via Condotti a Roma, registrano canoni di riferimento sostanzialmente stabili rispetto al 2025: 20.000 euro al metro quadro all’anno per Milano, 16.000 per Roma. Vacancy strutturalmente bassa, contratti medio-lunghi.
Le rilevazioni BNP sono coerenti con quelle degli altri osservatori?
Sì. Le rilevazioni BNP Q1 2026 sono coerenti con Cushman & Wakefield, 3,05 miliardi totali commerciali italiani, retail al 33% dei volumi, JLL Italia 3,5 miliardi su perimetro più ampio e Idealista 2,99 miliardi su segmento istituzionale combinato. La triangolazione conferma il quadro: mercato italiano Q1 2026 nell’ordine di 3-3,5 miliardi, retail e logistica comparti trainanti.
Conviene investire in logistica italiana nel 2026?
BNP non fornisce raccomandazioni di investimento. I dati di mercato indicano che la logistica core in posizioni strategiche del Nord Italia Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, sta vivendo una fase di forte domanda di locazione e di compressione dei prime yield. La logistica secondaria resta in difficoltà strutturale. Per qualsiasi decisione individuale, il calcolo del rendimento atteso sul caso specifico, posizione, specifiche tecniche, durata contratti, resta il passaggio decisivo.
Conclusioni
La rilevazione BNP Paribas Real Estate Q1 2026 in Italia conferma e arricchisce il quadro di un mercato commerciale italiano in posizione di crescita strutturale: retail al primato del trimestre con 1 miliardo di investimenti e +75% YoY, logistica in forte accelerazione con 811.000 metri quadri assorbiti e +69% YoY, Italia secondo paese europeo per crescita retail dopo la Spagna, capitali internazionali in crescita rispetto al biennio 2023-2024. Il confronto con le rilevazioni degli altri osservatori sullo stesso trimestre, Cushman, JLL, idealista, conferma il quadro complessivo e arricchisce la lettura con angoli specifici di ciascuno.
Per chi possiede patrimonio commerciale italiano, le tre letture operative del trimestre sono chiare: il retail prime è tornato attrattivo per il capitale istituzionale e il momento è strutturalmente favorevole per chi possiede asset di qualità, la logistica core in posizioni strategiche del Nord Italia è in fase di forte espansione mentre la secondaria richiede riposizionamento, il confronto Italia-Spagna nel retail diventa il riferimento strategico del 2026 per valutare l’attrattività relativa del patrimonio italiano nel contesto europeo.
Fonti:
- BNP Paribas Real Estate Italia — Q1 2026 retail report
- BNP Paribas Real Estate Italia — Q1 2026 logistics report
- BNP Paribas Real Estate — At a Glance Europe Q1 2026












